Oltre a quella per Alastair, in questi giorni, o meglio, mesi, c'è stata un'altra assenza per la quale mi struggevo. Quella per la mia collega ascoltatrice di fantasmi, e collega di tutta una serie di avventure o disavventure dietro al bancone. Sapevo che ci saremmo riviste al mio rientro dalle ferie, quello che non sapevo era che l'avrei rivista anche prima. Domenica mattina, per la precisione. Ieri. Nei miei sogni.
Ma guarda te se la mia mente doveva anticipare di un giorno il rientro dalle ferie!
In ogni caso è stato un bel ritrovarsi, zeppo di incongruenze come in tutti i sogni - chi è quella nuova collega con le paste e quell'altra non era andata altrove? - quella stradina stretta non è decisamente la via che porta al mio posto di lavoro, ed è da anni che l'ingresso è cambiato... e sicuramente per arrivare in postazione non devo attraversare un pub irlandese affollatissimo, anche se ammetto che era l'ideale per arrivare a sorpresa davanti alla collega ritrovata, abbracciarsi e salutarci, come spesso facevamo, in tutte le lingue che ci sono note, reali, arcane, inventate, mistiche, comuni, rare, leggendarie...
Il vero incontro, il giorno dopo, al confronto è stato molto meno festoso, quasi sottotono, Ma è comprensibile. Primo, lei era rientrata già da una settimana, trovarsi lì non era più una novità. Secondo, era ancora debilitata dalla sua personale lotta contro i demoni spaccaossa, quella che finora l'ha tenuta lontana dal lavoro.
Ero un po' delusa da quell'accoglienza tiepida, ma... per fortuna, esistono i sogni.
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